Le immatricolazioni nell’Europa occidentale sono diminuite del 7,7% su base annua a gennaio, mentre il tasso di vendita è sceso a 13,4 milioni di unità / anno, da 15,3 milioni di unità / anno di dicembre. (LMC Automotive).

Il trend delle vendite di auto in Europa occidentale è in calo per diversi fattori legati sia ai nuovi vincoli di CO₂, al nuovo processo di immatricolazione WLTP (Worldwide harmonized light vehicles test procedure) per una più accurata valutazione di consumi e inquinamento, alla stagnazione economica e in ultimo al rallentamento delle produzioni a causa del COVID-19

Il ciclo WLTP verrà svolto in laboratorio, ma con cicli più realistici, e sono previste anche delle prove su strada denominate RDE (Real Driving Emissions) per rilevare gli ossidi di azoto così da poter valutare in maniera quanto più accurata possibile i reali dati di consumo ed inquinamento delle nuove vetture ed evitare che quanto dichiarato dai costruttori sia difforme dalla realtà.

Secondo altre fonti la vendita di SUV compatti tornerà a crescere dal 2021
“Bisogna cambiare mentalità, altrimenti nulla cambia. La e-mobility deve diventare una priorità.”

.Al momento l’unico paese che sta spingendo sull’auto elettrica, ibride e ibride plug-in è, in contro tendenza, l’Inghilterra che ha anticipato la dead line per la messa al bando di motori endotermici al 2032 e dichiara di voler guidare l’agenda globale per le zero emissioni, incoraggiando i costruttori a produrre e vendere nel loro paese.

Ma all’orizzonte non si profila nessuna previsione di autoveicoli dedicati ai 5 milioni di persone, in Europa, che soffrono disabilità motorie in carrozzina e potrebbero utilizzare un’auto loro dedicata come il nostro progetto Equality.

È sempre più impellente un reale cambio di paradigma, nuovi frames dovranno raggiungere obiettivi coerenti con una piena mobilità di tutti attraverso soluzioni semplici, condivise, rispettose delle persone nella loro interezza e dell’ambiente essenziale alla vita stessa in un contesto economico che contrae le disuguaglianze

Dobbiamo cogliere i passaggi dalla tecnologia prettamente meccanica dell’800 a quella elettrica e poi elettronica, come alle loro ibridazioni che hanno portato a nuovi e inaspettati livelli di sviluppo tecnologico.

La “nuova” era elettrica della mobilità ibridata con l’elettronica rappresenta la prossima ineludibile rivoluzione industriale che non è però iniziata nel 2020 ma silenziosamente dagli anni ’90 e solo oggi si sta palesando.
Pertanto, un mero approccio meccanico o elettrico o elettronico disgiunto e avulso dal reale contesto socio-economico non potrà che rivelarsi fallimentare.
Per questo cambiamento dovremo necessariamente attendere un nuovo organismo, di natura non cellulare e di dimensioni submicroscopiche, incapace di un metabolismo autonomo e vita parassitaria endocellulare obbligata?

 

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